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Giulia Maria Masnata

Mostraci la tua scrivania

Ordine e pulizia

Sì, sono una di quelle persone che crede che l’ordine esteriore possa aiutare anche ad avere un ordine interiore. Per questo, ogni mattina quando arrivo in ufficio, la mia scrivania è perfetta. Intonsa.

Durante la giornata si accumulano foglietti, tazzine di caffè, pile scariche, cavi di vario genere, cuffie arrotolate e, quando ci sono giornate particolarmente fortunate, un paio di fette di salame.

Prima di andarmene, però, ripulisco tutto regolarmente, così sono pronta a ricominciare a sporcare la mattina seguente.

Quadernetto

Prendo tutti gli appunti sul computer o sul mio ipad. Così posso averli sempre a disposizione, in ufficio, dai clienti, in casa, in macchina (li guardo solo se c’è qualcun altro alla guida, giuro). Ma avere un foglio di carta e una biro sempre a disposizione è indispensabile per prendere appunti velocemente, scrivere qualche numero, appuntarsi ragionamenti ancora embrionali. Nell’era del digitale, la carta non è morta. Lo dichiaro con assoluta convinzione. Nè per me nè per tutti i miei colleghi… ognuno ha il suo quadernetto sulla scrivania ed è bello vedere come siano tutti diversi tra di loro. Dimmi dove scrivi e ti dirò chi sei.

Doppio monitor

Chiunque dica “ma a cosa ti servono 2 monitor?” non li ha mai avuti.

Con il doppio schermo posso, nello stesso momento, guardare una campagna Google ads e le statistiche del sito, fare una bella grafica mentre studio un profilo Instagram, rispondere a una conversazione via Skype mentre imposto una conversione su Facebook, guardare gli invitati a una call mentre aggiorno una landing page. Tutte ottime motivazioni!

Insomma, toglietemi tutto ma lasciatemi il mio doppio monitor.

Capsula caffè riutilizzabile

Il caffè è parte della mia vita. Fedele compagno e alleato, cerco di non abusare del suo potere per far sì di sentirne ancora i benefici.

Non è solo una bevanda per iniziare la mattina, è un vero e proprio rito. Inizia con il prepare la capsula per l’erogazione. Ne uso una riutilizzabile perchè mi fa sentire bene con il pianeta. La riempio di caffè macinato, effettuo una pressatura accurata e delicata (altrimenti il sapore è troppo forte), la chiudo e sono pronta. Qualcuno vuole un caffè? In compagnia è sempre meglio ma non ho problemi a berlo in solitaria. Una volta riempita la tazzina ripesco la mia capsula ancora ustionante e la pulisco… quando mi ricordo. Un giorno la poverina finirà nel multipack perchè la lascerò dentro con le altre usa e getta. Quello sarà un giorno triste.

Fidget Spinner

Ebbene sì, anche se all’apparenza sono una persona molto tranquilla (difficile far percepire il tono ironico in cui lo sto dicendo) avere qualcosa da far girare tra le mani durante giornate particolarmente difficili mi aiuta a pensare e a mantenere la calma. La classica pallina anti-stress mi irrigidisce il tendine, quindi il mio strumento è un giovanissimo Fidget Spinner trovato in un distributore di un supermercato, comprato per 1€ a mio figlio e poi rubato subdolamente.

Calice

Idratarsi è importante. Bevo almeno 2 litri d’acqua al giorno. E mi piace viziarmi, quindi non bevo né dal collo della bottiglia né dalla borraccia (che poi non si può neppure mettere in lavastoviglie). Mi verso un bel bicchierone nel mio calice da vino, 150cl per volta. Questo mi aiuta a consumare il mio fabbisogno giornaliero di H2O e a tenere il bicchiere fresco e risciacquato per quando compare in ufficio la classica-ormai-per-noi bottiglia di bollicine.

Cosa ami del tuo lavoro?

Non posso dire di avere una routine, ogni giorno è diverso dall’altro.
Ho una panoramica variegata di task da completare durante le mie 8 ore che tengono il cervello sempre attivo e propositivo.
Mi piace immergermi a fondo in un progetto con un bel “Wish you were here” sparato nelle cuffie come amo confrontarmi con i miei colleghi su un progetto complicato.
Le giornate fuggono così, tra una call (che ormai è diventata una video-call), una riunione interna, un caffè, un problema della morte da risolvere entro un’ora, una pausa pranzo anticipata, un’attesa dell’assistenza Facebook che regolarmente non risponde e una partita a calcetto.
Cosa amo più del mio lavoro? L’imprevedibilità.

Chi è Giulia fuori da Wave?

Fuori da Wave sono una mamma, una moglie e una grande fan della vita.
Mi piace divertirmi, bere e mangiare bene.
Mi piace ballare e ridere in modo sguaiato.
Mi piace vivere, fino in fondo. E dire quello che penso.
Amo riversare la mia creatività nella vita di tutti i giorni e cerco sempre nuove opportunità per non annoiarmi. Cucino piatti improbabili, progetto vestiti che non avrò il tempo di cucire, autoproduco detersivi e cosmetici che solo una come me può avere il coraggio di usare.
D’altronde… il bello è là fuori, bisogna andarlo a cercare.

Non bisogna trovare un senso alle cose
ma fare le cose con un senso.